| Nuovo scempio ambientale |
| Scritto da Stefano Marconi | |||
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Pochi giorni fa la notizia: ritrovati 97 copertoni lungo l’argine del canale scolmatore di Abbiategrasso, rimossi fortunatamente in questi giorni. Ma il degrado ambientale purtroppo non si arresta. Infatti, poco più avanti, sempre a lato dell’alzaia del canale scolmatore all’interno della roggia di Prato Maggiore, sono stati rinvenuti quintali di materiale plastico. Si tratta per lo più di bottiglie, le quali sospinte dalla corrente hanno formato un vero e proprio tappeto sulla superficie dell’acqua (visibile in foto), creando un impatto visivo veramente desolante per gli amanti della natura e per chiunque si trovi a passare a lato della roggia.
A chi tocca dunque recuperare i rifiuti? In linea teorica dovrebbero essere gli utilizzatori del fosso, quindi gli agricoltori, a provvedere alla manutenzione del corso d’acqua e di conseguenza anche alla rimozione dei rifiuti presenti nello stesso. E lo smaltimento? Se i rifiuti venissero collocati ai margini di una strada laterale al canale potrebbe intervenire la società Amaga. Qualora invece le bottiglie fossero poste sull’alzaia sarebbe la provincia di Milano a doversi occupare dello smaltimento, poiché tale strada ricade nella sua giurisdizione. Ci si augura che questi giochi di competenza vengano presto risolti e che in futuro ci possa essere un maggior grado di collaborazione tra i diversi enti del territorio, in modo da salvaguardare la ricchezza naturale che ci circonda.
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Il degrado ambientale continua, bottiglie nella roggia di Prato maggiore di Abbiategrasso