venerdì 10 settembre 2010
newsletter
   
Abbiategrasso: i rifiuti del mercato chi se li piglia?
Scritto da Ivan Donati   

Un serio problema affligge il già martoriato mercato di Abbiategrasso. Dopo il possibile spostamento via dal centro storico, che lo snaturerebbe, ora si aggiunge un'altra bella novità: i rifiuti dei 120 ambulanti non potranno più essere lasciati sul piazzale per poi essere smaltiti dall'Amaga. In soldoni gli ambulanti dovranno o portarsi via l'immondizia o trasportarla all'ecocentro di Mendosio. Un'ennesima umiliazione per gli ambulanti, categoria spesso e volentieri discriminata rispetto agli altri esercizi commerciali: oltre al loro lavoro devono pure sobbarcarsi l'ònere delle pulizie, la gestione e lo smaltimento rifiuti. E non è certo una bella visione...

Ci si rende conto della gravità di questa scelta? Si è pensato a come si potranno smaltire le numerose cassette di legno delle bancarelle di frutta  e verdura? Si è pensato a tutti i residui alimentari che si andranno a creare durante l'attività stessa del mercato?

Non si comprende probabilmente che il mercato è una risorsa non solo per la categoria degli ambulanti, e per i Commercianti, che beneficiano indubbiamente del traino dato dall'ingente flusso di persone, ma anche un bene per la collettività, una tradizione radicata che rivitalizza il centro storico. Questi provvedimenti mettono in serio repentaglio l'esistenza del mercato, con tutto ciò che ne consegue, danni ambientali in primis dati dalla evidente sporcizia. Inoltre gli ambulanti giustamente reclamano una mancanza di informazione scritta: nessuno sapeva nulla in modo dettagliato, nessuno sa ad ora se debba continuare a pagare o meno la tassa dei rifuti, non beneficiando più dei servizi dell'Amaga. Il Comune aveva deliberato la cosa e l'aveva affrontata en passant in incontri pubblici ma la decisione è stata formalizzata ufficialmente solo una settimana prima dell'effettiva messa in pratica, senza spiegare ai diretti interessati cosa avrebbe comportato questo orientamento e senza lasciare loro il modo di organizzarsi preventivamente. Scelte così radicali necessitano di tempo, organizzazione e logistica o rischiano di diventare peggio di un boomerang.

Andando avanti di questo passo il mercato, che sembra essere percepito sempre più come un peso che non una risorsa dalla Pubblica Amministrazione, potrebbe anche scomparire e migrare in altri lidi forse più felici e più concilianti. Allora sì che la città perderebbe una gran bella occasione tramandata da secoli.



Condividi questa pagina
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Rss Feed | © parconaviglio.com | P.Iva 08761490153