| Il Ticino è in salute? |
| Scritto da Stefano Marconi |
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Le analisi effettuate dallo studio associato Ecologo hanno preso in considerazione gli aspetti chimico-fisici, biologici e microbiologi delle acque del Fiume Azzurro e di 10 affluenti, tra cui la roggia Cerana (Abbiategrasso), la roggia Canalino (Motta Visconti) e il fontanile Mezzabarba (Besate). I dati parlano chiaro. Man mano che ci sposta verso la confluenza con il fiume Po, la qualità dell’ acqua decresce. Il punto critico si rileva a Motta Visconti; qui il Ticino risulta essere più inquinato. Al di sotto di tale tratto però il corso d’acqua torna ad essere un po’ più pulito grazie alla sua capacità auto depurativa. E la balneabilità? Per ora nulla di fatto, i parametri microbiologici sono ancora troppo elevati (rispetto al bassissimo limite imposto dalla legge, pari a 100 UFC/litro). Solo in alcuni tratti e per brevi periodi all’anno il nostro fiume risulta balneabile. Considerato che il territorio intorno al corso d’acqua è fortemente antropizzato e che il Ticino riceve gli scarichi di circa 2.000.000 di cittadini, la situazione non è così drammatica. Molto è stato fatto e molto rimane da fare. Occorrerebbe intervenire anche nel tratto piemontese del fiume, obbligando i comuni inadempienti a depurare le loro acque reflue prima di immetterle nel fiume azzurro. Condividi questa pagina |

Il Ticino, ospitando specie animali e vegetali di pregio, conserva, a differenza di altri corsi d’acqua italiani, un livello di naturalità unico. Ma come sono le sue acque? Se ne è parlato venerdì 16 luglio presso Villa Castiglione, sede del Parco Lombardo del Ticino, durante il convegno “Controllo dell’impatto degli scarichi di depuratori sulla qualità delle acque del fiume Ticino e dei principali affluenti”. In questa occasione sono stati presentati i risultati derivanti dalla campagna di monitoraggio volontario (che ormai si svolge da dieci anni) per quanto riguarda l’anno 2009.