lunedì 18 dicembre 2017
Parco Naviglio


La chiesa dei Santi Nazaro e Celso di Bareggio

 

La chiesa parrocchiale di Bareggio dedicata ai Santi Nazaro e Celso esisteva già nel Medioevo: la dedicazione ne indica l'antichità, a conferma della quale abbiamo, oltre a diverse testimonianze scritte, la parte bassa del campanile che ancora oggi mostra la tipica decorazione ad archetti d'epoca romanica. L'antica chiesa era in stile romanico, edificata nel XII-XIII secolo, probabilmente in sostituzione di una più antica e poteva contenere circa 740 persone; ancora in funzione nel XVI secolo, era coperta di legno e tegole, ad un'unica navata, lunga circa 15 metri e larga 8, alta solo 6,40 metri, con tre altari e pitture. Le visite pastorali successive continuano a indicarla funzionante ma ormai, nel 1644, del tutto cadente e da restaurare con urgenza.

Le difficoltà economiche dell'epoca non erano poche; venne tuttavia presa una drastica decisione: sostituire la chiesa esistente con una più vasta e soprattutto di stile moderno: la tenacia dei parroci ha portato in breve all'erezione dell'attuale parte terminale della chiesa, costituita da un ottagono coperto da un'ardita volta e conclusa da un profondo coro. Il progetto risale al 1680 circa e l'edificazione venne terminata nel 1727: la complessità del disegno, l'eleganza dei decori, l'abbondanza di luce che trova uno splendore più accentuato nell'altare maggiore fanno di questa struttura un'aggiornata e raffinata realizzazione del passaggio dal Barocco al Rococò, di una modernità vicina alle opere del Pietrasanta. Non possediamo più la facciata sei-settecentesca perché demolita per l'allungamento ottocentesco, tuttavia il passaggio fra le navate laterali e la parte ottagonale mostra ancora un gioco di linee tipicamente rococò, allo stesso modo gli altari laterali in ricchi marmi policromi, uno contenente una statua della Vergine sempre settecentesca, l'altro un dipinto coevo, sono stati terminati nel XVIII secolo.

La ricca ma elegante decorazione delle pareti, composta da semipilastri (lesene) corinzi e, più bassi, dorici, alta cornice (trabeazione) e leggeri movimenti, elementi riscontrabili anche nell'esterno e simili a quelli del vicino oratorio di S. Maria della Neve di qualche decennio precedente, è stata ripresa nell'allungamento: la chiesa ottagonale poteva contenere circa 900 persone, non più sufficiente dopo l'Unità d'Italia: nel 1880 si decise di aggiungere un corpo di fabbrica che mantenesse le linee architettoniche antiche. Siamo nell'epoca dell'Eclettismo artistico: gli stili hanno una valenza storica e culturale ripresa spesso in chiave politica, come nel Cimitero di Abbiategrasso; qui viene anzi accentuato l'effetto barocco: si noti l'interno della facciata dove si sovrappongono addirittura quattro semipilastri (lesene).


L'effetto d'insieme è di grande unitarietà, grazie allo studiato progetto degli architetti Vandoni e Strada: a quest'ultimo si deve anche il progetto della facciata, terminata nel 1893, che ripropone alcuni temi del barocco in un contesto molto più composto e imponente, vicino alla cultura dell'epoca di S. Carlo e alle creazioni del Tibaldi, come la facciata della parrocchiale di Gudo Visconti.

Nel XIX secolo dunque si allunga la chiesa, si completa la decorazione interna con dipinti, affreschi, statue e altari, si erige la nuova facciata e si alza il campanile: questo era stato completato nel 1826 su progetto di Giovanni Nava fino a raggiungere i 28,40 metri. Nell'insieme la chiesa parrocchiale di Bareggio rivela una complessità che riflette la ricchezza della storia del paese, dall'epoca medievale a quella contemporanea, passando attraverso il Barocco e il Rococò, tutti stili ed epoche riscontrabili nell'attuale edificio: ma è soprattutto la pianta ottagonale che stupisce, così ardita ma anche rara in queste aree, poiché le poche progettate sono state spesso distrutte, come la chiesa di S. Giovanni alle Case Rotte di Milano di Francesco Maria Richini, alla quale si è probabilmente ispirato il progetto di questa chiesa, considerando anche che lo stesso Richini ha progettato il vicino oratorio di S. Bernardo di Albairate.

(Nelle foto: La facciata e il retro della chiesa parrocchiale di Bareggio - Foto di Domenico Iacaruso)

BIBLIOGRAFIA

C. P. RIVA, Bareggio. Note storiche, Bareggio, 1987






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